La Chiesa

LA CHIESA INTITOLATA ALLA VERGINE ADDOLORATA

La primitiva Chiesetta dedicata a Maria Santissima Addolorata era piccolissima e sorgeva sopra una fossa che serviva da cimitero per i defunti. Con il tremendo evento sismico del 1783 fu rasa completamente al suolo e fu ricostruita – dopo anni di abbandono – su un altro sito poco distante – sicuramente l’attuale – grazie all’interessamento del Vescovo del tempo Monsignor De Chiara e dei fedeli , per venire incontro all’incremento demografico della popolazione e dunque, all’incremento crescente dei fedeli.

Successivamente, la Chiesa Curata intitolata a Maria Santissima Addolorata in Barritteri è stata edificata interamente da maestranze calabresi intorno ai primi anni del XX Secolo ed è stata eretta a Parrocchia con BOLLA del Vescovo di Mileto in data 1 Maggio 1906 e con Decreto Reale del 3 Dicembre 1908 per cura del Canonico Giuseppe Speranza da Palmi, Primo Parroco con R. Placet della Procura di Catanzaro del 3 Settembre 1909.

Pochi giorni dopo la Sua Elezione a Parrocchia è stata distrutta dal devastante terremoto del 28 Dicembre 1908 e provvisoriamente riedificata come Chiesa-baracca e negli anni 1912-1913, su progetto dell’Ing. Vittorio Storchi, fu costruita l’attuale.

Il Bene di Culto ha subito un intervento di ristrutturazione per intero nel 1999, con lavori che hanno riguardato sia l’interno – rifacimento controsoffitto, intonaci e pavimenti – sia i prospetti esterni.

Attualmente è inquadrata nella “Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi” , Vicariato di Palmi, sotto la Direzione Apostolica di Sua Eccellenza Monsignor Francesco Milito Vescovo della Predetta Diocesi, con Parroco e Rappresentante Legale Monteleone Sacerdote Antonio.

 

     Riadattamenti e restauri per Adeguamento Liturgico:

 

Tra gli anni 1980 ed il 1990 vi è stato intervento strutturale al presbiterio. E’ stato smontato il vecchio altare con erezione di una mensa e di un ambone in marmo fissi.

Il Bene di culto è attualmente sotto la protezione della “Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia”

  1. Analisi artistica- architettonica

La Chiesa di Maria Santissima Addolorata, rientra in quel complesso di manufatti post terremoto del 1908 – evento naturale tra i più catastrofici che la Storia dell’Umanità possa ricordare – e come tale presenta la cd struttura di kresie landa “Chiesa Baraccata”, con il tetto in lamiera ed una struttura in buona parte composta da “Arelle” ( canne) e gesso, sistema detto a camorcanna o “ incannucciato”. Sistema che consiste in stuoie di canne legate con filo ed ordite in taluni casi mono-direzionale o intrecciate a 90° spezzate a 4 fili, ancorate a centinature in legno con chiodi quadrati, a loro volta collegate alle travi dei solai. Sullo strato di canne è steso un intonaco in calce naturale in due strati di calce aerea e gesso applicato in via liquida al fine di infiltrarsi tra le canne ed in fase di indurimento costituite un legame unico con le stesse. Tale tecnica di costruzione è stata abbandonata dalla metà del secolo scorso sia perché se ne era persa la manualità (anche perché i costi di raccolta e di lavorazione stavano salendo) sia perché erroneamente ritenuta troppo “contadina”.

La Chiesa di Maria Santissima Addolorata, così per come sopra storicamente descritta, presenta una facciata irregolare, con tre corpi di altezza differente, di cui quello centrale, chiuso da un frontone triangolare e l’ala sinistra è occupata dalla torre campanaria che presenta al lato sud orologio da torre. Nell’interno è presente una piccola cantoria annessa alla parete d’ingresso, le navate sono tre divise da arcate a tutto sesto e termina con un breve presbiterio, concluso da abside semicircolare.

  1. Facciata: in tre parti di diversa altezza divisa da piatte lesene. Il corpo centrale coronato da frontone triangolare, presenta come unici elementi decorativi un timpano curvilineo in muratura ed una finestra circolare in asse con il portone d’ingresso. L’apertura circolare si ripete nell’ala laterale sinistra che coincide con la torre campanaria ( torre in cui è presente lateralmente quadrante in marmo bianco di Carrara con lancette in piombo riferite ad orologio da torre); sopra la torre campanaria è posta una piccola campanella azionata dall’orologio prima descritto che anticamente scandiva le ore ed i quarti d’ora; la torre campanaria è coperta a terrazza ed è priva di ingresso esterno; l’ala laterale di destra è più bassa, recante copertura a saliente, presenta porta d’ingresso sormontata da corta cornice con fastigio;
  2. Pianta: a tre navate con breve presbiterio chiuso da abside curvilinea; navata centrale preceduta da vestibolo ricavato sotto la cantoria e chiuso a vetri;
  3. Strutture verticali: arcate a tutto sesto, rette da pilastri impostati su una base quadrata, dividono le navate, illuminate da finestrelle rettangolari poste a ridosso del soffitto. In controfacciata si trova una cantoria lignea;
  4. Pavimento e pavimentazione: in lastre di marmo, disposte a giunti alternati con zoccolatura anch’essa in marmo per tutta la perimetrazione della Chiesa;
  5. Elementi decorativi: cornici, fregi e decori in stucco a motivi vegetali ornano gli archi e profilano le pareti;
  6. Coperture: l’interno è coperto da un controsoffitto piano realizzato con pannelli in perlinato di legno al naturale per tutte e tre le navate. Tetto a due falde per la nave principale, a una per le laterali; manto di copertura in lamiere.

LA CHIESTA INTITOLATA ALLA VERGINE ADDOLORATA